Simpatica la dimostrazione geometrica :-)
Visualizzazione post con etichetta Scienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scienza. Mostra tutti i post
venerdì 23 maggio 2014
giovedì 25 ottobre 2012
Sentenza dell'Aquila
A L'Aquila alle ore 3.32 del 6 aprile del 2009 c'e' stato un terremoto. Terremoto di magnitudo moderata (5.9Ml scala Richter) ma dai danni considerevoli (VIII/IX grado scala Mercalli).
Qualche giorno prima[1] si era riunita la Commissione Grandi Rischi la quale rassicurava sulle piccole scosse che avvenivano da diversi mesi.
Il responso della commissione era scontato. I terremoti non si possono prevedere e bla bla bla. Queste dichiarazioni sono state esaminate dettagliatamente e non si legge nulla di scientificamente inesatto.
Da notare che un ricercatore del luogo segnalava (da tempo) l'imminente pericolo per cui si è ritenuto opportuno tranquillizzare la popolazione. Purtropppo, in quell'occasione la Natura ha deciso di far sobbalzare un po' L'Aquila.
Come già segnalavo prima, l'energia liberata nel terremoto non è stata tantissima, ma i danni sono stati molti e con numerose vittime.
Qualche giorno fa la sentenza ha condannato i membri della Commissione Grandi Rischi. La motivazione della sentenza uscirà tra qualche giorno.
Andiamo alle domande.
Primo quesito: si poteva prevedere che ci sarebbe stato un terremoto?
Ovviamente sì, se per sì intendiamo una probabilità tra 0 e 1 con una tolleranza alta di una superficie ampia in un tempo medio/lungo. Le carte sismiche indicavano già da prima che quella fosse una zona con maggiore predisposizione ai terremoti.[2]
Secondo quesito: ma un ricercatore ha detto di aver previsto...?
Caro lettore, non scherzare.
Se io oggi dico che a breve ci sarà un terremoto nel luogo A, difficilmente ci prenderò. Se lo ripeto tante volte prima o poi ci indovinerò. Nel caso specifico il ricercatore dichiarava che sarebbe accaduto un terremoto nella posizione B, distante ~70 km, molto distante in termini spaziali, troppo in termini operativi. Se poi consideriamo sia che la zona è sismica sia la questione temporale, la correlazione tra le affermazioni del citato ricercatore e l'evento sono nulle.
Serietà, grazie.
Terzo quesito: sono state seguite le indicazioni storiche?
Negativo. Come gran parte degli eventi naturali, le indicazioni ci sono, ma si preferisce non seguirle (per pigrizia, economicità, ...). Mi piacerebbe chiarire che le indicazioni non sono solo da leggere, ma sono vincoli. Se una zona è rossa, non è possibile costruire senza criteri antismici adeguati. Se in una certa zona è inopportuno costruire, non si dovrebbe costruire. La valutazione ambientale deve precedere la valutazione economica. Insomma, il buon senso dovrebbe prevalere sempre.
Quarto quesito: quali colpe ha la commissione?
Immaginavo nessuna. Ma i membri sono stati condannati per omicidio colposo plurimo. La mia intuizione e la condanna sono molto distanti. Ammetto di digerire con estrema fatica la sentenza. Aspettiamo che le motivazioni siano rese pubbliche.
In ogni caso, lo considero un verdetto strano. Per diversi motivi.
La commissione era formata da elementi con profilo eterogeneo (sia figure scientifiche sia politiche), e colpire gli elementi in maniera omogenea mi pare estremamente superficiale. Ma sicuramente mi sbaglierò.
Ancora più importante, non credo che la commissione avesse poteri decisionali. Aspettiamo la sentenza.
Quinto quesito: quali colpe ha la città?
Praticamente tutte. Una città che crolla a causa di un terremoto di media/piccola energia è una città sprovveduta. Una zona ad alto rischio sismico non si può permettere di ignorare il problema. Con l'aggravante di ignorarlo per generazioni. E i vertici della politica locale sono ancora lì.
Rimango in attesa delle motivazioni della sentenza.
Note:
[1] -> in realtà la medesima commissione si era già riunita precedentemente, ma erano riunioni a porte chiuse. Quest'ultimo era deliberatamente a porte aperte, con tanto di dichiarazione pubblica
[2] -> le previsioni (meteo, azionarie, sismiche, ...) rientrano in un ramo della scienza che va sotto il nome di Caos.Un ottimo libro è Caos. Nascita di una nuova scienza. di James Gleick.
Qualche giorno prima[1] si era riunita la Commissione Grandi Rischi la quale rassicurava sulle piccole scosse che avvenivano da diversi mesi.
Il responso della commissione era scontato. I terremoti non si possono prevedere e bla bla bla. Queste dichiarazioni sono state esaminate dettagliatamente e non si legge nulla di scientificamente inesatto.
Da notare che un ricercatore del luogo segnalava (da tempo) l'imminente pericolo per cui si è ritenuto opportuno tranquillizzare la popolazione. Purtropppo, in quell'occasione la Natura ha deciso di far sobbalzare un po' L'Aquila.
Come già segnalavo prima, l'energia liberata nel terremoto non è stata tantissima, ma i danni sono stati molti e con numerose vittime.
Qualche giorno fa la sentenza ha condannato i membri della Commissione Grandi Rischi. La motivazione della sentenza uscirà tra qualche giorno.
Andiamo alle domande.
Primo quesito: si poteva prevedere che ci sarebbe stato un terremoto?
Ovviamente sì, se per sì intendiamo una probabilità tra 0 e 1 con una tolleranza alta di una superficie ampia in un tempo medio/lungo. Le carte sismiche indicavano già da prima che quella fosse una zona con maggiore predisposizione ai terremoti.[2]
Secondo quesito: ma un ricercatore ha detto di aver previsto...?
Caro lettore, non scherzare.
Se io oggi dico che a breve ci sarà un terremoto nel luogo A, difficilmente ci prenderò. Se lo ripeto tante volte prima o poi ci indovinerò. Nel caso specifico il ricercatore dichiarava che sarebbe accaduto un terremoto nella posizione B, distante ~70 km, molto distante in termini spaziali, troppo in termini operativi. Se poi consideriamo sia che la zona è sismica sia la questione temporale, la correlazione tra le affermazioni del citato ricercatore e l'evento sono nulle.
Serietà, grazie.
Terzo quesito: sono state seguite le indicazioni storiche?
Negativo. Come gran parte degli eventi naturali, le indicazioni ci sono, ma si preferisce non seguirle (per pigrizia, economicità, ...). Mi piacerebbe chiarire che le indicazioni non sono solo da leggere, ma sono vincoli. Se una zona è rossa, non è possibile costruire senza criteri antismici adeguati. Se in una certa zona è inopportuno costruire, non si dovrebbe costruire. La valutazione ambientale deve precedere la valutazione economica. Insomma, il buon senso dovrebbe prevalere sempre.
Quarto quesito: quali colpe ha la commissione?
Immaginavo nessuna. Ma i membri sono stati condannati per omicidio colposo plurimo. La mia intuizione e la condanna sono molto distanti. Ammetto di digerire con estrema fatica la sentenza. Aspettiamo che le motivazioni siano rese pubbliche.
In ogni caso, lo considero un verdetto strano. Per diversi motivi.
La commissione era formata da elementi con profilo eterogeneo (sia figure scientifiche sia politiche), e colpire gli elementi in maniera omogenea mi pare estremamente superficiale. Ma sicuramente mi sbaglierò.
Ancora più importante, non credo che la commissione avesse poteri decisionali. Aspettiamo la sentenza.
Quinto quesito: quali colpe ha la città?
Praticamente tutte. Una città che crolla a causa di un terremoto di media/piccola energia è una città sprovveduta. Una zona ad alto rischio sismico non si può permettere di ignorare il problema. Con l'aggravante di ignorarlo per generazioni. E i vertici della politica locale sono ancora lì.
Rimango in attesa delle motivazioni della sentenza.
Note:
[1] -> in realtà la medesima commissione si era già riunita precedentemente, ma erano riunioni a porte chiuse. Quest'ultimo era deliberatamente a porte aperte, con tanto di dichiarazione pubblica
[2] -> le previsioni (meteo, azionarie, sismiche, ...) rientrano in un ramo della scienza che va sotto il nome di Caos.Un ottimo libro è Caos. Nascita di una nuova scienza. di James Gleick.
giovedì 27 settembre 2012
I problemi e l'illusione della comprensione
Tempo fa lessi un aforisma interessante:
Perfetto. Condensa il mio stato di ignoranza perenne.
Leggendo documentazione tecnica (di solito) o scientifica (purtroppo non capita spesso come vorrei), frequentemente mi illudo di aver migliorato la comprensione del fenomeno in esame. L'illusione mi induce ad essere soddisfatto[1], ma lo stato è di breve durata[2].
Quando una nuovo elemento/fenomeno è sintetizzato pienamente, esso diverrà a tutti gli effetti proprio, quindi apparterrà al dominio di competenza/confidenza[3] del soggetto. Questo è il momento del cambio di paradigma, il momento nel quale la visione del problema cambia. In altre parole il soggetto esamina in maniera differente il problema non perché la questione sia intrinsecamente cambiata, ma è semplicemente cambiata la propria proiezione mentale del problema. Equivale ad ammettere che si è fatto un passo verso la luce (cioé l'illusione di aver raggiunto la verità), ma sono diventate più numerose le zone di ombra.
Purtroppo quanto scritto è ricorsivo, più ci avvicineremo al problema, maggiori diventeranno gli ostacoli.
Sembra una brutta notizia, ma in realtà è peggiore di quanto sembri. Perché certamente per avvicinarci al core del problema acquisiremo flessibilità intellettuale[4], ma gli ostacoli saranno sempre più difficili[5] con l'aggravio che le fonti di aiuto decrescono come una funzione esponenzialmente decrescente. Ma c'è ancora di peggio poiché la stessa natura del problema cambia in maniera sostanziale. Se prima qualche elemento ritenuto inizialmente insignificante diveniva non più trascurabile, ora alcuni degli elementi insignificanti diventano i nuovi problemi.
E gli altri elementi insignificanti che sono rimasti tali? Non c'è una risposta a priori, potrebbero essere insignificanti o diventare (prima o poi) anch'essi problemi.
Insomma, non è una ricorsione in senso algoritmico, è una ricorsione caotica.
In sintesi, nel senso costruttivo su esposto, ti auguro di non riuscire mai a colmare l'ignoranza che ti circonda e, se posso, spero che diventeremo sempre più ignoranti. Me lo auguro di cuore.
Note:
[1] -> il tipico rilascio endorfinico causato dalla comprensione
[2] -> non solo perché il rilascio endorfinico termina prestissimo, ma intendo qualcosa di diverso che chiarirò tra breve
[3] -> qualcuno potrebbe rabbrividire per l'accostamento, gli presto volentieri una coperta ;-)
[4] -> in realtà non acquisiamo flessibilità, ma rigidità. Credo che l'utilizzo del termine corretto sarebbe devastante, mi scuseranno i logici
[5] -> questo passaggio meriterebbe un approfondimento. Sinteticamente, in questo contesto per un soggetto un problema è più difficile di un secondo quando per lui è necessario più sforzo intellettuale per affrontare il primo rispetto al secondo
Se lo scibile e' la superficie di una sfera,
l'ignoto e' il volume di questa sfera.
La crescita della prima corrisponde ad una
crescita maggiore della seconda.
filosofo inglese
Perfetto. Condensa il mio stato di ignoranza perenne.
Leggendo documentazione tecnica (di solito) o scientifica (purtroppo non capita spesso come vorrei), frequentemente mi illudo di aver migliorato la comprensione del fenomeno in esame. L'illusione mi induce ad essere soddisfatto[1], ma lo stato è di breve durata[2].
Quando una nuovo elemento/fenomeno è sintetizzato pienamente, esso diverrà a tutti gli effetti proprio, quindi apparterrà al dominio di competenza/confidenza[3] del soggetto. Questo è il momento del cambio di paradigma, il momento nel quale la visione del problema cambia. In altre parole il soggetto esamina in maniera differente il problema non perché la questione sia intrinsecamente cambiata, ma è semplicemente cambiata la propria proiezione mentale del problema. Equivale ad ammettere che si è fatto un passo verso la luce (cioé l'illusione di aver raggiunto la verità), ma sono diventate più numerose le zone di ombra.
Purtroppo quanto scritto è ricorsivo, più ci avvicineremo al problema, maggiori diventeranno gli ostacoli.
Sembra una brutta notizia, ma in realtà è peggiore di quanto sembri. Perché certamente per avvicinarci al core del problema acquisiremo flessibilità intellettuale[4], ma gli ostacoli saranno sempre più difficili[5] con l'aggravio che le fonti di aiuto decrescono come una funzione esponenzialmente decrescente. Ma c'è ancora di peggio poiché la stessa natura del problema cambia in maniera sostanziale. Se prima qualche elemento ritenuto inizialmente insignificante diveniva non più trascurabile, ora alcuni degli elementi insignificanti diventano i nuovi problemi.
E gli altri elementi insignificanti che sono rimasti tali? Non c'è una risposta a priori, potrebbero essere insignificanti o diventare (prima o poi) anch'essi problemi.
Insomma, non è una ricorsione in senso algoritmico, è una ricorsione caotica.
In sintesi, nel senso costruttivo su esposto, ti auguro di non riuscire mai a colmare l'ignoranza che ti circonda e, se posso, spero che diventeremo sempre più ignoranti. Me lo auguro di cuore.
Note:
[1] -> il tipico rilascio endorfinico causato dalla comprensione
[2] -> non solo perché il rilascio endorfinico termina prestissimo, ma intendo qualcosa di diverso che chiarirò tra breve
[3] -> qualcuno potrebbe rabbrividire per l'accostamento, gli presto volentieri una coperta ;-)
[4] -> in realtà non acquisiamo flessibilità, ma rigidità. Credo che l'utilizzo del termine corretto sarebbe devastante, mi scuseranno i logici
[5] -> questo passaggio meriterebbe un approfondimento. Sinteticamente, in questo contesto per un soggetto un problema è più difficile di un secondo quando per lui è necessario più sforzo intellettuale per affrontare il primo rispetto al secondo
mercoledì 26 settembre 2012
Hubble goes to the eXtreme
Nonostante abbia un paio di post in cantiere, non trovo il tempo per scrivere.
Allora usufruisco del lavoro altrui rilanciando un interessante articolo
Hubble goes to the eXtreme to assemble the deepest ever view of the Universe
Immagini veramente belle
Allora usufruisco del lavoro altrui rilanciando un interessante articolo
Hubble goes to the eXtreme to assemble the deepest ever view of the Universe
Immagini veramente belle
venerdì 17 agosto 2012
edX
Nel post Coursera avevo segnalato l'iniziativa lodevole di offrire corsi gratuiti online. In realtà non è l'unica isola di opportunità.
edX offre interessanti corsi gratuiti. Ad oggi le principali differenze sono:
Note:
[1]: inizialmente mi ero iscritto a due corsi, Cryptography di Coursera e 6.002X Circuits and Electronics di edX. Purtroppo il tempo è stato, è e sarà tiranno, per cui ho scelto quello di crittografia perché è maggiormente distante dalla mia preparazione accademica (all'univaq il corso di crittografia che ho frequentato è stato scarso, quelli di elettronica sono stati diversi e solidi).
edX offre interessanti corsi gratuiti. Ad oggi le principali differenze sono:
- ventaglio di scelta minore, ma la qualità è anch'essa molto alta;
- orientamento scientifico dei corsi assoluto.
Note:
[1]: inizialmente mi ero iscritto a due corsi, Cryptography di Coursera e 6.002X Circuits and Electronics di edX. Purtroppo il tempo è stato, è e sarà tiranno, per cui ho scelto quello di crittografia perché è maggiormente distante dalla mia preparazione accademica (all'univaq il corso di crittografia che ho frequentato è stato scarso, quelli di elettronica sono stati diversi e solidi).
martedì 19 giugno 2012
Coursera
Segnalo quest'interessante iniziativa di Coursera.
Riporto la sezione About Coursera:
Personalmente ho seguito e completato con successo il corso di Cryptography, mi e' piaciuto molto sia per la qualita' del materiale sia per le prove. Ne seguiro' altri.
Riporto la sezione About Coursera:
We offer high quality courses from the top universities, for free to everyone. We currently host courses from Princeton University, Stanford University, University of California, Berkeley, University of Michigan-Ann Arbor, and University of Pennsylvania. We are changing the face of education globally, and we invite you to join us.Sono proposti vari corsi e se ne aggiungono altri.
Personalmente ho seguito e completato con successo il corso di Cryptography, mi e' piaciuto molto sia per la qualita' del materiale sia per le prove. Ne seguiro' altri.
sabato 5 maggio 2012
Tempo elastico
Questa elementare visione del tempo come qualcosa
di rigido e e di assoluto, per quanto possa risultare
convincente e conforme a cio' che suggerisce il buon
senso, e' pero' fondamentalmente imperfetta.
Paul Davies,
I misteri del tempo, pag. 24
sabato 7 aprile 2012
Nazione relativa
Se le mia teoria della relativita' si dimostrera' valida,
la Germania mi rivendichera' come tedesco e la Francia
dichiarera' che sono cittadino del mondo.
Se la mia teoria si rivelera' errata, la Francia dira' che
sono tedesco e la Germania mi chiamera' ebreo.
Albert Einstein
sabato 31 marzo 2012
L'intuizione e lo spazio-tempo
La scena dell'azione della realta' e' [...] un mondo a quattro dimensioni
in cui spazio e tempo sono indissolubilmente legati.
Per quanto profondo sia il baratro che separa nella nostra esperienza la
natura intuitiva dello spazio da quello del tempo, nulla di questa differenza
qualitativa rientra nel mondo obiettivo che la fisica si sforza di definire
al di fuori dell'esperienza diretta. E' un continuo a quattro dimensioni, che
non e' ne' tempo ne' spazio.
Herman Weyl,
stretto collaboratore di Einstein
sabato 17 marzo 2012
Effetti astrali
Se esistessero le influenze che i nostri antenati pensano dei
corpi celesti sulla nostra vita ne avremmo scoperto gli effetti
visto che riusciamo a misurare effetti di gran lunga piu' deboli.
Antonino Zichici,
Il vero e il falso, pag. 31
lunedì 12 marzo 2012
Come i brevetti ostacolano l'innovazione
Interessante articolo: How patents hinder innovation.
sabato 25 febbraio 2012
Ipotesi non necessaria ma comoda
Leggevo poco fa quest'articolo che riporta numeri teologicamente interessanti. Colgo l'occasione per riportare un passaggio del libro che sto leggendo, scritto dallo stesso autore
[...] durante un loro [...] incontro [...] Laplace espose a Napoleone i dettagli della sua meccanica celeste. E a una sua domanda, sul perche' non avesse mai fatto menzione del nome di Dio, rispose: "Perche', Sire, non ho bisogno di quell'ipotesi". Qualche giorno dopo Napoleone riferi' il colloquio a Lagrange, che confermo'. Ma aggiunse: "Pero' era una bella ipotesi, che spiegava facilmente molte cose".
sabato 3 dicembre 2011
Superficie lunare
"... da osservazioni piu' volte ripertute, siamo giunti alla conclusione
che la superficie della Luna non e' affatto liscia, uniforme ed esattamente
sferica... ma al contrario, diseguale, scabra, ricca di cavita' e di sporgenze [...]
E le osservazioni da cui e' stato possibile giungere a tali conclusioni, sono
le seguenti..."
Osservazione di Galileo Galilei, descritta nel libro Nuncius Sidereus
e in risposta:
"Le macchie scure sono variazioni di densita' interne
al corpo lunare piu' che irregolarita' di superficie"
Padre Clavio, massimo astronomo del Collegio romano dei Gesuiti
"La Luna e' come una palla di cristallo, dentro la quale
ci sono molte varieta' di figure fatte di smalto bianco,
ed e' esposta lontana dai nostri occhi, quindi non pare tonda,
non vedendosi le parte di cristallo"
Ludovico delle Colombe, scienziato contemporaneo di Galileo
sabato 26 novembre 2011
Open Source
"...Science, after all, is ultimately an Open Source enterprise..."
'Open Sources: Voices from the Open Source Revolution' - Introduction
"...La Scienza, dopo tutto, e' in ultima analisi una impresa Open Source..."
'Open Sources: Voci dalla rivoluzione Open Source'
sabato 29 ottobre 2011
La legge di Haldane
L'universo non e' soltanto piu' bizzarro
di quanto ci immaginiamo: e' piu' bizzarro
di quanto ci possiamo immaginare.
legge di Haldane
venerdì 7 ottobre 2011
Passaggi curvi
Di recente si fa un gran parlare dei neutrini piu' veloci della luce. Non diro' la mia per un ventaglio di ragioni[1], ma se qualcuno ha intenzione ad approfondire l'eventuale questione scorciatoia, vi invito a leggere il saggio di Lisa Randall - Passaggi Curvi. Buona lettura.
Note
[1] -> ho cambiato idea, e ne elenchero' alcune:
Note
[1] -> ho cambiato idea, e ne elenchero' alcune:
- non sono preparato ne' sull'esperimento ne' ho una preparazione teorica sufficiente (sto lavorando per colmare entrambe le lacune)
- qualcuno piu' titolato di me ne ha gia' parlato/scritto con risultati mediocri (qui[2] un resoconto)
- in questo momento troppi esperti producono rumore, preferisco che le acque si calmino prima di approfondire la questione
sabato 24 settembre 2011
Ignoto >> scibile
Se lo scibile e' la superficie di una sfera,
l'ignoto e' il volume di questa sfera.
La crescita della prima corrisponde ad una
crescita maggiore della seconda.
filosofo inglese
sabato 17 settembre 2011
Perder tempo
Non c'e' nulla di tanto inutile quanto
fare in modo inefficiente qualcosa che
non dovrebbe essere fatto per niente.
Peter Drucker
domenica 11 settembre 2011
Impossibile comprensione della complessita'
... l'Universo genera complessita' dalla
semplicita'. Ecco perche' possiamo parlare
di scoprire una Teoria del Tutto, senza
tuttavia riuscire a comprendere un
fiocco di neve.
John D. Barrow
sabato 27 agosto 2011
Chi sa...
Those who know don't talk.
Those who talk don't know.
tratto dal manuale PHP,
sezione Zend API
Iscriviti a:
Post (Atom)
